mercoledì 24 marzo 2010

Gli ultimi mesi

Mi sono fidanzato e sono felice.

Ho avuto un nonno, anche se non faceva altro che bestemmiare e dire parole a vanvera, e ora se ne è andato.

Ho trovato un nuovo amico, anche se mi riempie di schiaffi e mi rutta in faccia, a cui voglio un mondo di bene.

Ho un lavoro, anche se tra poco finirà, ma tutto è tranne che un lavoro.

Mi mancano 5 esami per laurearmi e, porca puttana, devo darmi da fare per finire.

Cinque frasi per riassumere questi tre mesi in cui non ho aggiornato il blog. Si chiama "dono della sintesi".
Alla prossima.

mercoledì 16 dicembre 2009

Parlano tutti, parlo anch'io.

Parliamo un po' dell'aggressione a Berlusconi. Anzi, no, non parliamone perché si è già detto tutto è il contrario di tutto.

Inutile stare qui a ribadire cose già scritte da milioni di persone, che siano opinioni pro o contro.

C'è una cosa che mi chiedo da quando è successo questo fatto: adesso è cambiato qualcosa o va avanti tutto come/peggio di prima?

Ecco, appunto. Fine delle trasmissioni.

venerdì 11 dicembre 2009

Pillole di risate

Provo un dvd che ha scaricato mio fratello. Parte il film... è un porno.

"Ehm... per caso "La sposa in nero" di Truffaut è famoso per essere il primo film porno del regista?"

"No."

"Ah... allora ci hanno fatto un pacco."

"Già... questo più che "La sposa in nero" mi sembra "Il nero nella sposa".

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Tra l'altro, il problema di scaricare film e poi scoprire che si tratta di porno è un dilemma vecchio come Internet. C'è modo per combattere questa guerra? Non credo, però avrei una soluzione almeno per ribattere colpo su colpo. Mettere sulla rete milioni e milioni di cartoni animati per bambini e rinominarli col nome di film famosi porno. Pagherei per vedere la faccia del quindicenne brufoloso che sta per masturbarsi e che invece si trova davanti "Topolino e il Magico Natale". Uno a Uno, palla al centro! Tiè!

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In famiglia abbiamo iniziato a fare i regali di Natale. Non so come sia successo, ma ognuno già sa cosa c'è sotto l'albero... solo che ignora che in realtà si tratti del suo regalo. Ho preso un bagnoschiuma per mia mamma... ma ho fatto finta che è per una mia amica. Lei ha preso un aspirapolvere per la macchina per mio padre, ma gli ha detto che è per un mio amico. Io devo andare prima con mia cognata per prendere vari regali e poi con mio fratello per prendere il regalo a lei. Insomma, andando avanti di questo passo, sapremo già tutti cosa ci sarà sotto l'albero, ma scopriremo solo a Natale che in realtà "quello" era il nostro regalo. Esperimento insolito, ma almeno passeremo una nottata ricca di sorprese!

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Se un pazzo ti dice che sei pazzo, sei pazzo due volte? (Sergio Menna)

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Se un'ambulanza fa un incidente, a soccorrerla ci va un'altra ambulanza? (Sergio Menna)

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Se una persona cerca di scendere da una scala mobile che va nel senso contrario e cade... cade all'infinito? (Davide Clerici)

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Con questo è tutto, alla prossima puntata!

domenica 6 dicembre 2009

Che cos'é l'amore?

Amore è vederla per la prima volta e sentire uno strano tuffo al cuore.

Amore è volerle parlare ma non sapere cosa dire.

Amore è pensarla in ogni momento, notte e giorno.

Amore è fare di tutto per farti notare da lei.

Amore è mandarle un sms e avere l'ansia se non ti risponde dopo cinque minuti.

Amore è accorgersi che vi state guardando e distogliere lo sguardo imbarazzato.

Amore è essere terrorizzato all'idea di chiederle di uscire.

Amore è avere il coraggio di chiederle di uscire anche se sei terrorizzato.

Amore è guardarla negli occhi e credere di impazzire.

Amore è chiudere gli occhi e avvicinarsi per darle un bacio.

Amore è darle un bacio, un altro bacio e poi altri cento, senza avere più voglia di fermarsi.

Amore è darle l'ultimo bacio prima che se ne vada e un attimo dopo stare giù perché avresti voluto darle ancora un altro bacio.

Amore è vederla tornare a casa e guardarla con occhi sognanti.

Amore è telefonarla solo per poter sentire la sua voce.

Amore è stare male se anche lei sta male.

Amore è capire quando è nervosa e fare di tutto per tirarle su il morale.

Amore è fare il cretino perché è bellissimo sentirla ridere.

Amore è farle una sorpresa e vedere gli occhi che le si illuminano.

Amore è litigare, ma è bellissimo dopo fare pace.

Amore è discutere, scornarsi, chiarirsi e uscirne più forti di prima.

Amore è ridere insieme, piangere insieme, soffrire insieme, andare avanti insieme.

...

Amore è quando lei un giorno non ci sarà più e sentirai il mondo crollarti addosso.

Amore è capire che l'amore è finito, ma non riuscire a farsene una ragione.

Amore è odiarla, ma non l'avresti mai odiata se prima non l'avessi amata.

Amore è credere di morire senza di lei.

Amore è voltare pagina, perché un amore può finire, ma l'Amore non morirà mai.

Amore è vederla per la prima volta e sentire uno strano tuffo al cuore...

venerdì 27 novembre 2009

Natale sta arrivando.

Dopo settimane di sole oggi c'è di nuovo un freddo tagliente, nuvole e pioggia. Direi anche che sarebbe ora dato che è praticamente Dicembre. Come va? Mi chiedo retoricamente ogni tanto e la risposta è: bene, non potrei star meglio. Si avvicina il Natale, ed il periodo più bello sta tutto nell'attesa, nel fare i regali, nel respirare l'atmosfera, nel credere che per un po' saremo tutti più buoni quando non lo sarà... ma è bello crederci, comunque.
Il lavoro procede a gonfie vele, è come se stessi lì da una vita e al tempo stesso inizia già a venirmi la malinconia per quando tutto sarà finito. Merito mio? Merito di chi mi sta accanto? Merito di nessuno ma solo fortuna? Chi lo sa... ma uno dalla vita raccoglie quello che semina e anche se il raccolto a volte può andare distrutto, basta ricominciare a piantare i semini e aspettare che diano frutti. Perché arriveranno, statene certi.

Tutto qui? Beh, ci sarebbe il problema dello studio che è praticamente pari allo zero, e non ho neanche voglia di spronarmi da solo. Devo studiare e basta.

Finito? Niente affatto. Ci sarebbe anche un'altra cosa che mi fa stare davvero davvero bene, ma non ne parlo certo qui. Mica metto in piazza la mia vita privata davanti a tutti?
Chi sono io? Babbo Natale?

domenica 8 novembre 2009

Cervello Vs Tomo - La vendetta

Cervello: Stavolta non ammetto repliche, intesi?

Tomo: Uff... intesi...

Cervello: Hai preso il tuo primo stipendio e ti meriti qualche regalo, ma niente cose stupide. La felpa di Joker grida ancora vendetta.

Tomo: Ma è bella calda... e non mi sta neanche tanto male, dai!

Cervello: ...

Tomo: OK, è brutta, hai ragione.

Cervello: Esatto. Quindi dai retta a me e non azzardarti a comprare robaccia da quindicenne, che poi la gente ti ride dietro.

Tomo: Certo, come se quelli che stanno leggendo questa conversazione non stiano già ridendo abbastanza...

Cervello: Finiscila, e andiamo a fare compere. Tu non pensare, lascia fare tutto a me!
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2 ORE DOPO

Cervello: Sono davvero fiero di te! Ti sei comportato da persona saggia e matura, bravo!

Tomo: Grazie, ma non ce l'avrei fatta senza di te, davvero.

Cervello: Un maglioncino e una camicia. Hai anche speso poco e non ti sei distratto in nessuna occasione.

Tomo: Sì, e non credere che non mi sia accorto di quella maglietta con su Hello Spank in vetrina o di quelle felpe da quindicenne. Le ho viste eccome, ma un attimo dopo le avevo già dimenticate. Forse sto crescendo sul serio.

Cervello: Torniamo a casa adesso, ti meriti un po' di riposo.

Tomo: Già... ah, senti...

Cervello: Dimmi...

Tomo: Il mese prossimo la maglia di Spank la posso comprare, vero?

Cervello: ...

Tomo: Hey, aspetta, dove vai! Che ho detto di male???

(continua)

venerdì 30 ottobre 2009

Incomunicabilità

Porto il ragazzo che mi hanno affidato a fare un giro per i giardini.

Tomo: Uh, guarda la fontana. Ci sono i pesciolini. Ti piacciono?

...

Tomo: Guardali! Sono lì, ti piacciono???

Parte una scorreggia.

Tomo: Ehm... lo prendo per un sì.

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Vado a scambiare due chiacchiere con l'altro ragazzo che è in sala informatica.

Tomo: Uè, Peppe! Tutto ok?

Peppe scorreggia.

Tomo: Sì, tutto ok. Decisamente.

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Andiamo a casa del vecchietto a cui facciamo assistenza.

Tomo: Don Rafè, tutto apposto?

...

Tomo: Don Rafè? Mi sentite?

...

Tomo: Allora? Tutto a posto?

...

Tomo: Rispondete, ja!

Parte una scorreggia.

Tomo: Avete risposto, grazie.

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A questo punto è evidente che il problema sono io.

giovedì 15 ottobre 2009

Tutto uguale, tutto diverso.

(avvertenza: stavolta non c'è una simpatica discussione tra me e il mio cervello, ma cercherò di dire qualcosa di più serio. Cervello permettendo, ovviamente)

Così, da un giorno all'altro, ti svegli e vedi che tutto è cambiato. Non fa più caldo, anzi, fa un freddo boia che ti congela le ossa. Via le lenzuola leggere e su le coperte pesanti; via le magliette a mezze maniche e su maglioni e felpe; tutte le finestre chiuse e un ombrello a portata di mano in ogni momento che "non si può mai sapere".

Fosse tutto lì, non è che ci sia tanto da lamentarsi. Però, se guardi da un'altra prospettiva e pensi alla tua vita fino a poco tempo fa, ti accorgi che è cambiato completamente tutto.
A casa ormai ci passi solo la mattinata senza concludere granché: un po' di studio, perdita di tempo al pc, magari leggi qualche libro se hai l'occasione. I tuoi non li vedi fino a sera, in pratica. E quando torni sembri il marito stanco che torna da lavoro e vuole solo trovare la cena pronta e infilarsi a letto. Tra un breve "com'è andata?" e "tutto bene", vi salutate fino alla sera dopo.
Nel non vedere più tanto tuo fratello ti eri già abituato mentre era fuori a lavorare, ma ora che è tornato non è cambiato molto. Due chiacchiere se avete entrambi tempo, un timido tentativo di sapere come vanno le cose, ma se non siete due stupidi vi siete accorti a vicenda che il rapporto è cambiato. Non è peggiorato, per carità, è solo cambiato come sta cambiando tutto attorno a te.
Gli amici con cui hai passato a stretto contatto un'estate intera, che vi ha resi più uniti di prima, sono impegnati quanto te con la loro vita. Un sabato sera insieme, una telefonata di tanto in tanto, le solite risate e il solito affetto quando vi incontrate, ma di sicuro non è più come prima, quando eravate capaci di passare delle giornate intere a stretto contatto, di cazzeggiare su qualsiasi stronzata e di fare delle cretinate assurde quando uscivate.

Ora, per tranquillizzarvi, non sto meditando il suicidio, anche se quello che ho appena scritto trasuda tristezza e desolazione in ogni frase. Io sto bene. Anzi, sto proprio bene. Sono contento di quello che sto facendo; sono contento di aver incontrato delle belle persone e che queste persone non abbiano ancora scoperto quanto sono stronzo; sono contento di fare qualcosa che aiuti gli altri senza sentirmi né un santo né un eroe, ma semplicemente una persona buona; sono contento di essere uno stronzo che, nonostante tutto, ha tanta gente intorno che gli vuole ancora bene; sono contento di quello che sono, delle cose che cambiano, delle certezze che restano, delle speranze che ho e dei sogni che spero di realizzare. Insomma, sono contento di vivere la mia vita.

P.S.: e poi ho ripreso ad andare in piscina. E lo sapete: quando Tomo nuota, è una persona libera. E niente può fargli del male. Mai.

domenica 4 ottobre 2009

Voglio diventare grande!

Cervello: Mi raccomando, Tomo, devi comprare tre camicie. Capito? Fai un giro per i negozi, vedi quali ti piacciono, quali ti stanno meglio, non spendere cifre folli ma nemmeno prendi roba scadente. Tre camicie. TRE. Niente magliette da quindicenne, niente felpe da ragazzino, niente maglie con disegni buffi sopra. Tre camicie da persona adulta. ADULTA. Capito?

Tomo: Ho capito, che cavolo! Se sono qui sarò d'accordo con te, no? Tre camicie, nient'altro. Magari faccio solo un giretto per vedere che magliette ci sono ma solo per sfizio, ok?

Cervello: No! Tre camicie. Basta! Devo metterti il paraocchi?

Tomo: Ok, va bene, scusami. Lo so che lo fai per il mio bene.

Cervello: Ecco, bravo. E' già tanto che ti ho permesso di mettere la maglietta di Kill Bill per venire qui. Sei dentro al negozio. Cammina a passo spedito e vai in fondo. Non guardare a destra e a sinistra. In fondo. E ripeti con me: camicia, camicia, camicia!

Tomo: Camicia, camicia, camicia!

Cervello: Ci sei quasi, bravo. Camicia, camicia, camicia!

Tomo: Camicia, camicia, camic...

Cervello: Cosa? Cosa c'è?

Tomo: La felpa con il Joker sopra! Bellissima!

Cervello: No! Fermo, pazzo!

Tomo: Posso sceglierla tra blu, nera o bianca, figaaata! Costa anche poco!

Cervello: No, Tomo!!! La camicia! Ca-Mi-Cia!

Tomo: La prendo, niente può farmi cambiare idea!

Cervello: No, Camicia! CAMICIA! Cami... oh, al diavolo! Ci rinuncio!

(Morale della favola: siamo quello che siamo, non dobbiamo fingere per piacere agli altri. E comunque le tre camicie poi le ho prese. Ed ero anche un gran figo quando le ho provate!)

mercoledì 30 settembre 2009

Ora si fa sul serio!

Dopo un mese di corso inutile, da oggi inizio ufficialmente a lavorare.
Ok, chiedo scusa, non è stato un corso inutile, ho imparato molte cose:

1) Bisogna lavarsi le mani ogni tre secondi, altrimenti si muore.
2) Se c'è qualche emergenza bisogna saper fare tremila cose, ma in realtà devi solo chiamare il 118 e non fare un cazzo.
3) Se devi metterti un pannolone assicurati che non ci sia nessuno che fi stia facendo delle foto. Se c'è, affronta la cosa con nonchalanche.
4) Qualsiasi cosa tu dica, che sia una lamentela, un complimento, un suggerimento o una critica verrà usata contro di te dai boss. Ma dopo un sermone, una cazziata e dieci padre nostro è tutto risolto.
5) Per ballare più sciolti bisogna togliersi le scarpe e per recitare bisogna saper improvvisare dal nulla.
6) Se un malato non riesce a respirare bisogna liberargli le vie respiratore. Se non ci si riesce, bisogna applicare la manovra di Heimlich. Se la respirazione torna ma non c'è battito, bisogna effettuare il massaggio alla Baywatch. Se tutto questo non dovesse servire, beh, pace all'anima sua.
7) Non somministrare in alcun modo farmaci agli assistiti. Nè se te lo chiedono, nè se te lo chiede un parente, nè se ti firmano una carta che ti autorizza a farlo, nè se ti costringono puntandoti una pistola alla tempia, nè se scende Dio in terra e te lo ordina. Se gli somministri un farmaco e lui poi sta male sei fottuto. Se non glielo somministri e lui dopo sta male... ehm... qui non sono stati molto esaurienti con le risposte...
8) Se arrivi in ritardo di pochi minuti chiudono un occhio ma con l'altro ti guardano con odio. Se fai ulteriore ritardo segnalano la cosa. Se fai ancora ritardo rischi una sanzione. Se fai nuovamente ritardo vieni crocefisso in sala mensa.
9) Le suore sono buone e care, ma diffidate da quelle che restano in silenzio a guardarvi per delle ore. Sono pericolose.
10) Quando entri nelle case delle persone ricordati di essere un estraneo ed entra in punta di piedi. Niente confidenze al primo incontro, niente domande scomode, niente ammiccamenti, niente saluti nazisti, niente soprannomi tipo "vecchiaccio", "matusalemme" o "mummia". Sii solo te stesso, e quindi non esserlo, altrimenti ti cacceranno dopo due minuti.

Detto questo, mi hanno affidato un vecchietto allettato che non può muoversi e con cui non puoi parlare. Dovremo aiutare la famiglia a svolgere vari compiti, tipo aiutarlo a vestire, spostarlo e non oso immaginare cos'altro. Visto che saper mettere il pannolone ora serve? :P

venerdì 25 settembre 2009

Tanti auguri a me!

E così è di nuovo il 25 Settembre, il giorno in cui sono nato.
Tralasciando le miliardi di telefonate, gli sms e i messaggi di auguri su Facebook, di cui vi ringrazio tutti, parliamo un po' di questo giorno:
sono nato nel 1984, questo significa che ora ho 25 anni... oppure che ne ho 26 perché sono entrato nel 26esimo anno d'età, poco importa.
Poco importa perché non me ne frega mica tanto che oggi sia il mio compleanno, eh? No, non sono né di quelli che cadono in depressione pensando che sono di un anno più vecchi (stronzata, anche domani sarete più vecchi di un anno rispetto all'anno scorso, o sbaglio?), né di quelli che dicono che l'importante è l'età che si ha dentro, perché non è vero: a 25 anni si rischia di avere pochi capelli, di avere già qualche ruga di troppo, di veder comparire qualche capello bianco. Insomma, si è più grandi, poche storie. E non vorrei nemmeno fare quei discorsi moralisti sul fatto che non conta quanti anni si ha perché la vita va vissuta giorno dopo giorno, affrontando sempre nuove sfide, maturare sempre di più e bla bla bla, che noia, che barba.
Ecco, non so manco io cosa voglio dire e forse stavo cercando di fare un finto discorso serio per dimostrare che, al di là del giorno, un pochettino più maturo lo sto davvero diventando col tempo.

Poi penso alle magliette da 15enne che mi metto, ai nomi finti con cui mi faccio chiamare, ai tremila soprannomi che ho, alle storiacce horror che scrivo e alle stronzate che ancora combino per rendermi conto che, anno più, anno meno, io sono quello che sono. E va benissimo così.

A parte 'sto cazzo di mal di gola, porca puttana. Tanti auguri, Tomo.

sabato 12 settembre 2009

Allegria!

Quando non aggiorno il blog per molto tempo i motivi possono essere due:
1) Sono molto impegnato.
2) Sono morto.

L'ultima volta che ho controllato non ero morto, quindi credo di essere molto impegnato. In effetti è così. O la mattina o il pomeriggio seguo il corso di formazione per il servizio civile. A fine mese mi affideranno qualche anziano e avrò un anno di tempo per rovinargli la vita.
Diciamo che il corso che faccio ora al 90 % è inutile. Non per essere presuntuoso, perché i consigli e i suggerimenti che ci danno per affrontare al meglio questa esperienza ci stanno tutti, per carità. Solo che non credo ci voglia un mese e cinque ore di corso al giorno per spiegarci sempre le stesse cose. Poi, per carità, magari mi sbaglio e hanno ragione loro, non lo nego. Però il corso è sicuramente utilissimo per stringere nuove amicizie e conoscere un po' gli altri sfortunati che come me verranno mandati allo sbaraglio sul territorio.
Diciamo che per il momento è la cosa migliore, tanto che preferisco più sorbirmi queste noiosissime ore di corso piuttosto che stare a casa a non far niente (che poi a casa dovrei studiare, 'tacci mia!). Sono contento di essere finalmente riuscito a scrollarmi di dosso la mia timidezza e riservatezza che fino a un anno fa mi bloccavano senza motivo. Sono contento che le persone che ho conosciuto siano brave, simpatiche e senza puzza sotto al naso. Sono contento che il mio carattere un po' strano (che non ho ancora mostrato del tutto, però :P) non li abbia fatti fuggire via urlando. Sono contento di essere stato scelto per questo progetto e, fatemelo dire a bassa voce, ce la metterò tutta per far bene e far sì che sia davvero un'esperienza che possa arricchirmi interiormente e non solo nel portafoglio.
Se poi dovessero affidarmi il vecchietto superman di 88 anni che è venuto a trovarci ieri siamo a cavallo. Metterei la firma per avere un nonnino da spupazzarmi così.

martedì 1 settembre 2009

Servizio Civile

Si comincia oggi alle 15. Per ora credo si tratterà ancora di cose burocratiche, tipo aprire un libretto postale, prendere i miei dati e così via. Da domani (o in base a quello che mi diranno) dovrei iniziare il mini-corso di un mese di addestramento per poi scoprire a quale simpatico vecchietto/a sono stato assegnato.
Che dire? Sono molto impaziente di cominciare e forse anche per questo non ho subìto il contraccolpo della fine delle vacanze. Vacanze che, tra l'altro, mi sono goduto dal primo all'ultimo giorno tra cazzeggio, mare, sole, risate, improbabili seduzioni e tanto relax. Però, in una maniera tutta contorta, le vacanze sono forse il periodo in cui ti riposi di meno. Stacchi la spina, questo sì, ma ti ritrovi a fare centomila cose in più rispetto a prima, anche se mentalmente non le accusi proprio.
Però ora basta, inizia una nuova esperienza e spero con tutto il cuore che sia piacevole e fruttuosa. Nel frattempo, siccome il corso lo farò in un centro di sostegno gestito da suore, ecco le 10 cose che farò questo mese:

1) Andrò un giorno vestito da Papa.
2) Mi fingerò cieco per tutto il mese salvo miracolosa guarigione l'ultimo giorno.
3) Saluterò le suore alla maniera di Willy il Principe di Bel-Air.
4) Farò finta di essere posseduto da un demonio.
5) Nasconderò un microfono dietro qualche crocefisso e farò finta che Gesù stia parlando.
6) Sparerò dei petardi in classe.
7) Metterò della colla sulle sedie delle suore.
8) Entrerò impennando con un motorino al grido di: "Libertà!!!"
9) Sedurrò le infermiere che sono nel centro (questa la faccio sul serio, mi sa, che ormai ci ho preso la mano).
10) Non farò nessuna di queste cose. Che ci ho pure 24 anni ed è ora che la smetta di fare il cretino, no?

giovedì 27 agosto 2009

Gallipoli - La città fantasma

Il titolo non vuole ammiccare a qualche strano evento sovrannaturale che ci ha colpiti in vacanza. Semplicemente, anche se ufficialmente ho detto a tutti che quest'estate sarei andato a Gallipoli, la cosa non corrisponde esattamente alla realtà. Gallipoli l'avremo vista sì e no per un paio d'ore e solo per due sere. Dopodiché siamo stati in giro per la Puglia un po' a caso, come i turisti allo sbaraglio che si rispettino. Abbiamo visto Lecce, Galatina (no, non è il paese dove fanno le galatine), Alberobello (famosa per i trulli e non per questo fantomatico albero meraviglioso che non c'era), Santa Maria di Leuca (giro in barca a vedere le grotte, tutte uguali!), più remake nostalgico a Otranto (sempre bellissima, se escludiamo che stavolta la compagnia era centomila volte meglio) e visita a diverse spiagge ogni giorno.
Vi sparo gli aneddoti ma senza spiegarveli, tanto chi c'era li conosce e chi non c'era non se ne può fregar di meno:
1) L'attacco del pipistrello notturno.
2) La seduzione delle pistoiesi la prima sera e delle torinesi la quarta sera.
3) L'incontro con Cristina D'Avena e, in seconda battuta, con una corteggiatrice di Uomini e Donne che, giuro, mi lanciava sguardi ammiccanti. O forse era strabica, non so.
4) Le ubriacature. Una al giorno, ma senza mai vomitare. Non so se vantarmene o esserne deluso.
5) Il bagno di sera nudo.
6) Il raffreddore e mal di gola conseguenza del bagno di sera nudo. 'tacci mia.
7) I tormentoni "e come mai?" e i giri per il paese con la musica de "La pigiatura" a tutto volume della famosa scena de Il bisbetico domato.
8) Il raggiungimento a nuoto dalla spiaggia di una isoletta che si intravedeva in lontananza. Non ho fatto nessuna impresa epica, ma è stato comunque emozionante.
9) La visita in una grotta sotterranea passando per un cunicolo sott'acqua. Anche qui, niente di epico, ma tanta emozione.
10) Il mio tentativo di tuffo olimpionico in acqua. Risultato: petto in fiamme e rossissimo per ore.

Chissà quante altre stonzate scordo di dire, ma quello che non posso dimenticarmi è la meravigliosa atmosfera che ha accompagnato la settimana, composta da un gruppo unito che aveva voglia di divertirsi e non creare inutili litigi. La consapevolezza di avere amici veri, anche quando mi venivano i cinque minuti e mi isolavo da tutto e tutti, o quando erano loro a essere nervosi per qualcosa ed ero io a tirargli su il morale.
Insomma, prima di partire, scherzando, dicevo che dopo questa vacanza ci saremo odiati tutti. Ovviamente non è stato così, ma nemmeno mi sarei aspettato di voler bene a delle persone molto più di prima, solo per averci passato del tempo più a stretto contatto e aver avuto la conferma di quanto siano belle queste persone e di quanto sia fortunato io ad averle ancora vicino.

Prima che vi scenda la lacrimuccia, sappiate che se fosse stata una convivenza di due settimane invece di una ora vi avrei ucciso e gettato i vostri cadaveri in mare. Giusto perché non vi venga in mente che io abbia un cuore e sia buono, eh!

domenica 23 agosto 2009

Back in Black

Il vostro amatissimo (eh?) Tomo è tornato a casa. O almeno è tornata a casa la sua versione nera. Per il momento vi basti questo, quando ho tempo e voglia vi racconto i vari aneddoti della vacanza, che faranno divertire me e annoiare voi.
Cazzi vostri :P

giovedì 13 agosto 2009

Ready Steady Go!

Domattina si parte. Ma domani è lontano anni luce dato che ora ho tantissimo tempo e così poco da fare... no, scusate, è il contrario.
Stamattina l'atroce ceretta, poi al volo a fare qualche ultima spesa e poi incontro con gli amici per vedere gli ultimi dettagli. Ora sono a casa e se non vi saluto adesso non vi saluto più. Che poi salutarvi è una parola grossa, dato che quasi il 100% di chi legge il blog sarà in vacanza con me.
Comunque a casa c'è la nonna e, sebbene mi dispiaccia un po', sono contento di andar via proprio ora.
Adesso devo ancora tagliarmi i capelli, fare la valigia sperando che non ci siano contrattempi, fare un po' di palestra, farmi una doccia e altre cure per il corpo che non vi dico per non inorridirvi di nuovo, rivedere i miei amici per vedere se riusciamo già a sistemare tutta la roba in auto e tornare a casa per esaurirmi le ultime ore con i miei (incluso domattina, che mica mi faranno partire senza esaurirmi fino alla fine, eh!).
Non so che raccomandazioni farvi o farmi. Mi auguro che stiate bene e spero di divertirmi. Già lo so, sarà una settimana che volerà via in fretta e anche se sono ancora qui mi sta già venendo il magone. Devo smetterla di vivere proiettato nel futuro. Il presente è adesso. E ho mille cose da fare... gh. Meglio il futuro.

domenica 9 agosto 2009

Con le unghie e con i denti

Questo venerdì partirò per Gallipoli, una settimana di vacanze. Dal mio punto di vista poi la vacanza si allunga di due settimane perché al mio ritorno i miei partiranno e stare in casa senza di loro vale più di mille giorni di riposo. Intanto, però, devo resistere quest'altro paio di giorni e, anche se sembrano pochi, mi sembrano un'eternità. In questo preciso momento mio padre sta camminando ininterrottamente per il corridoio da un'ora e sto per impazzire. Gli taglio i tendini? Esco prima di esaurirmi? Mi chiudo in stanza a vedere Lost? Non lo so, e comunque sarebbero tutte soluzioni temporanee.
La verità è che ormai non resisto più a vivere in casa con loro e dovrei andarmene ma, senza lavoro, senza soldini, senza sapere dove andare e senza prospettive per il futuro capirete che non è la soluzione più geniale del mondo.
E quindi pazienza, si va avanti. Cercando di darsi da fare per potersene andare da qui, che magari tutti i motivi detti qui sopra che mi stanno facendo impazzire devono diventare lo sprone a farmi in quattro per raggiungere i miei obiettivi.
Nel frattempo, questi ultimi quattro giorni dovrò avere l'autocontrollo di un frate benedettino e resistere.

Oppure gli taglio i tendini se passa per l'ennesima volta in corridoio.

venerdì 31 luglio 2009

Io e il nuoto.

Da un po' non trattavo l'argomento piscina. Stavolta, mi spiace per voi, mi tocca farlo. L'altro ieri ho fatto la mia ultima nuotata e poi stop. Se ne riparla a settembre, forse, impegni permettendo.
Scherzando, dicevo a tutti che l'ultimo giorno di piscina mi sarei commosso. E invece, faccio la mia ultima vasca, salgo le scalette, esco dall'acqua, lancio uno sguardo distratto alla piscina e, sbam, mi viene un groppo in gola tremendo.

Sono lì e guardo le cinque vasche e mi sento come se mi stesse passando tutta una vita davanti.
La vasca 5, quella in cui sono stato svezzato. Era Ottobre, sapevo a malapena tenermi a galla e andare timidamente sott'acqua. Senza troppi complimenti ti ritrovi nell'acqua gelida, impaurito e inizi a nuotare. Siete in tanti, l'istruttore più che darti qualche consiglio al volo non fa, anzi, sei lasciato in balia degli eventi. E' lo stesso istruttore che un anno prima aveva dato lezioni private a tuo fratello, prima che iniziasse il corso come assistente di volo. Ti senti davvero un incapace lì in mezzo, senza forze, con l'acqua che ti entra in bocca continuamente e la sensazione di essere nel posto sbagliato nel momento sbagliato.
Ma hai deciso sin dall'inizio che non ti saresti fermato di fronte a niente. Pensi che andando avanti le cose miglioreranno, invece passa una settimana, due, ma ti senti incapace quanto prima. L'istruttore ti segue un po' di più e ti dice una cosa che ti illuminerà in futuro: "Sei un ranista". E' già un inizio, e ti tieni stretto a questo. Vai avanti... intanto guardi le altre vasche, con gente che ti sembra aliena per quanto nuoti meglio di te. Pensi che non arriverai mai a quei livelli... ma sotto sotto VUOI arrivare a quei livelli, quindi vai avanti. E ti accorgi che inizi a nuotare meglio, poi un po' meglio, poi un altro pò meglio. L'istruttore ti dice che sei migliorato nettamente, rispetto a prima quando sembravi "un tronco in mezzo all'acqua". A volte fa iniziare te per primo, come apripista. E, quando meno ci pensi, ti chiama e ti fa: "Tommaso, vai alla vasca uno."

Vai alla Vasca Uno, e dopo due secondi vorresti tornare indietro. Ti sembra che tutti rendano il triplo rispetto a te. Si nuota su due corsie e quando fai il dorso invadi continuamente l'altra, rischiando fratture cerebrali a ripetizione. Il nuovo istruttore è bravo, ma ti sei affezionato al primo, che infatti resterà il migliore. Però sei in ballo e continui a ballare. Se sei arrivato qui, puoi anche arrivare più avanti. Altrimenti, fa niente, è stato già un bel passo avanti. Poi ti accorgi che nella vasca 2, quella a cui dovresti ipoteticamente arrivare in caso di promozione, si può finalmente nuotare a rana. "Sei un ranista", ti ripeti, per darti forza. E migliori ancora. Niente più fiatone, niente più invasioni di corsia, nuotata sempre più veloce, gambe più potenti. Nella prima vasca sei rimasto quasi due mesi. Nella seconda ci sei da un mese scarso e ti dai tempo... finché l'istruttore ti chiama distrattamente e ti dice senza giri di parole di andare già alla 2.

E finisci in vasca 2. Il tuo traguardo. Pensi davvero che oltre questo punto non potrai arrivare, ma è già tantissimo. Finalmente nuoti liberamente a rana, che si rivela davvero il tuo stile migliore. Nel libero e nel dorso fatichi, ma quando nuoti a rana sei libero, talmente veloce da raggiungere continuamente quelli davanti a te che sembrano piantati in acqua. A volte getti uno sguardo alla vasca 5, a chi sta iniziando a nuotare per la prima volta. Li vedì impacciati e ti chiedi: "Ma anche io ero così? Non ci credo."
Poi si rompe qualcosa nella tua vita privata, qualcosa di così inaspettato da lasciarti davvero a terra. Ma ormai hai deciso che non devi mollare quando le cose vanno male. E la piscina ti aiuta a scaricare tutto, a dimenticare ogni problema. Quando nuoti sei libero. Nessuno ti può fermare. Nessuno può farti del male.
Ma devi fermarti lo stesso, per motivi di salute. E saluterai la piscina per un mese intero, con il nuovo istruttore che ti rivela tu fossi già pronto per la vasca 4, ma se ne riparlerà al ritorno.
E dopo un mese sei lì, forse un po' meno in forma, ma la cattiveria e la voglia che hai addosso è la stessa. Il tempo di recuperare un po' di fiato e sei in vasca 4.

Anzi, no, la vasca 4 è piena e ti spostano direttamente alla 3 per la prima lezione. La vasca 3. La vasca dei migliori. Non importa se quel giorno hai nuotato malissimo, se tutti erano nettamente più bravi e veloci di te. Sei in vasca 3 e ci sei arrivato con le tue sole forze, con la tua determinazione, con la tua voglia di farcela. Non sei un professionista, non sei un gran nuotatore, arriveresti ultimo persino in una gara di dilettanti, probabilmente, ma nonostante tutto ce l'hai fatta. Hai raggiunto il tuo obiettivo. Che era semplicemente quello di poter dire: "Credevo di potercela fare e ce l'ho fatta!"

Tutto questo mi è passato per la testa in quel momento, mentre lanciavo un ultimo sguardo verso l'acqua. Quante cose sono cambiate in questi mesi. Gente che ti ha deluso, gente che hai incontrato, amici che hai ritrovato, esperienze che hai avuto, cose belle e cose brutte.
E una nuova persona, che guardando per un attimo il frutto del suo lavoro ha capito che nulla è impossibile se si ha voglia di darsi da fare, se si ha voglia di raggiungere un obiettivo, se non ci si arrende al primo ostacolo. Se, semplicemente, ci si crede.

Non ditemi che non posso farlo.

lunedì 27 luglio 2009

Stronzo e cattivo

Tante volte, facendo qualche battuta un po' più velenosa o cinica, o compiendo qualche birbonata, affermo sorridendo: "Ma quanto sono stronzo/cattivo!"
Un po' lo faccio perché è vero, un po' perché adoro sentire la gente intorno a me che mi dice: "Ma no, non è vero. Sei buonissimo!"
Il che, mi rende anche più stronzo, a ben pensarci. Però è vero. Sono buono. Anzi, se mi guardo intorno, mi rendo conto che fondamentalmente ogni persona è buona.
Mio padre che fa tremila casini, mio fratello che è scontroso, la mia amica che vuole sempre fare di testa sua, gli amici che a volte spariscono e poi ricompaiono, le ex che sperano in un riavvicinamento.
A ognuna di queste persone potrei dire che è stronza per un motivo e, nello stesso momento, rendermi conto che sono stronze proprio perché sono buone.
E quindi? Come se ne esce? Semplice, non se ne esce.
Io sono stronzo, mio padre è stronzo, mio fratello è stronzo, gli amici/che sono stronzi, la mia ex è stronza. Probabilmente qualsiasi persona che incontro per strada è stronza per qualche motivo.
Ma non dobbiamo dimenticarci di una cosa: che bisogna essere stronzi nella vita, che si E' inevitabilmente stronzi nella vita.
Quello che dovremmo cercare di fare, più che altro, e capirlo e accettarlo.
Mio padre ha mille vizi, mi irrita, è stressante, invadente. E' stronzo. Ma è buono, e io gli voglio bene.
Mio fratello è scontroso, acido, rompipalle. E' stronzo. Ma è buono, e io gli voglio bene.
La mia amica vuole sempre portarci in mille localini alla moda, fare le quattro di notte, litiga col ragazzo per motivi idioti mettendoci tutti in imbarazzo. E' stronza. Ma è buona, e io le voglio bene.
Io sono insicuro, timido, paraculo, pigro. Sono uno stronzo. Ma sono buono, e mi voglio bene.

domenica 19 luglio 2009

I consigli di Zio Tomo

Per tutti gli amici, i conoscenti e quelli che a malapena mi conoscono: se dovete chiedermi o dirmi qualcosa, che sia la più stupida del mondo o la cosa più importante, se volete sapere come sto o informarmi di qualcosa o, sì, se avete voglia di spalarmi merda addosso, insulti, cattiverie o quant'altro, siete liberissimi di farlo.
L'importante è che facciate, o quantomeno proviate, a fare una qualsiasi di queste cose avendo le palle di venirmi a cercare (sapete dove abito) e di dirmele in faccia e senza nascondervi.

Altrimenti, e senza alcun rispetto, potete anche morire. E poi andare a fare in culo.